Il lavoro ibrido: opportunità e sfide per le nuove generazioni nel mondo del lavoro moderno

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Articolo pubblicato su Punto Sicuro il 04 febbraio 2025

Di Francesco Naviglio[1]

Come il lavoro ibrido sta ridefinendo carriera, produttività e benessere per i giovani lavoratori

Questo articolo esplora in profondità gli effetti del lavoro ibrido sulle nuove generazioni, evidenziando le competenze chiave richieste e le strategie che le aziende possono adottare per promuovere inclusione, benessere e produttività. Vengono analizzate soluzioni pratiche, come l’uso di tecnologie collaborative avanzate e l’implementazione di programmi di supporto al benessere mentale, per creare un ambiente di lavoro resiliente e sostenibile. In conclusione, viene sottolineata l’importanza di un impegno congiunto tra aziende e lavoratori per trasformare il lavoro ibrido da necessità a opportunità, costruendo un futuro professionale inclusivo e collaborativo. Continua a leggere→

E-learning: quale futuro nella formazione per la sicurezza sul lavoro?

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Lucio Fattori intervista Francesco Naviglio, già Segretario generale di AiFOS e anche già Vicedirettore del Centro Elettronico di INAIL

Intervista apparsa sul “Giornale dei Consulenti” di Aifos di dicembre 2024

La formazione e la crescita professionale delle persone sono state per lungo periodo legate a metodologie tradizionali, riservate ad aula o ambienti in cui “chi sapeva” interagiva con “chi apprendeva”.

Le nuove, anche se ormai non più nuovissime, tecnologie hanno permesso di sviluppare delle modalità di formazione e apprendimento definite “asincrone”, modalità di processi formativi dove viene a mancare l’interazione diretta tra due o più persone sostituita da registrazioni, filmati, animazioni, grafica e testi.

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Formazione…dal CoronaVirus all’ “Anno che Verrà” – La tecnologia a supporto dell’aula

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“Caro amico ti scrivo
Così mi distraggo un po’
E siccome sei molto lontano
Più forte ti scriverò

Da quando sei partito
C’è una grossa novità
L’anno vecchio è finito ormai
Ma qualcosa ancora qui non va”

L’Anno che verrà – Lucio Dalla[1]

Pubblicato su I Quaderni della Sicurezza, n.4 del 2020

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L’E-Learning nelle Linee Guida approvate dalla Conferenza Stato-Regioni dello scorso 25 luglio

Brescia, 30 luglio 2012

 

Lo scorso 25 luglio sono state approvate dalla Conferenza Stato-Regioni le linee guida sulla formazione attese da tempo.

Tra i diversi temi trattati una certa rilevanza ha ricoperto quello relativo alla formazione in modalità e-learning. Non si aspettavano e non ci sono state novità di rilievo salvo la precisazione che era nell’aria: per i corsi in cui la verifica finale sia prevista in presenza, questa può essere fatta tramite videoconferenza. Continua a leggere→

La mia certificazione CEPAS sulla sicurezza sul lavoro

 

Dal 1° giugno 2010 sono Docente Formatore Senior per la Sicurezza certificato Cepas

Certificazione Cepas

Siamo 25 in Italia! Speriamo di essere sempre di più per qualificare la formazione della salute e sicurezza sul lavoro sottraendola alle improvvisazioni e ai mercanti di attestati.

Attualità di oltre tre millenni fa!

Pensate che quanto detto oltre due millenni orsono possa essere attuale?

Pericle – Discorso agli Ateniesi, 461 a.C.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.

Qui ad Atene noi facciamo così. Continua a leggere→

Lettera a Pietro Ichino

Castegnato, lì 11 agosto 2008                                                       

 Prof. Pietro Ichino

Corriere della Sera

Ho letto con estremo interesse  il suo articolo dello scorso 9 agosto sul Corriere della Sera nel quale è tornato sull’argomento dell’efficienza della P.A. affrontandolo, a mio parere, in modo costruttivo e propositivo.

Costruttivo in quanto, superato il suo stupore iniziale di un anno fa determinato dal numero dei dipendenti pubblici favorevoli alle sue tesi, sostiene che la cura Brunetta, a cui ho inviato una nota alcuni giorni fa, debba dare una prospettiva immediata e concreta “facendo un’alleanza con la parte migliore dei  dipendenti pubblici, con quelli che oggi tengono in piedi la baracca “. Continua a leggere→

La SSPA di Caserta

Nel 1991, dopo lunghe e complesse esperienze e trattative, sono riuscito a vincere il corso-concorso per essere ammesso alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione a Caserta.

12 mesi di corso, 8 ore al giorno di aula, tre mesi di stage presso la STET, la realizzazione di una tesi e un esame finale composto da tre prove scritte, e un colloquio in cui esporre i conteuti della tesi oltre ad essere valutato da una commissione di 5 esperti, dirigenti pubblici e privati.

Sono le cifre di cosa è significato per me e molti altri dirigenti pubblici frequentare la scuola prima di essere nominati dirigenti. Tutto questo dopo due corsi di laurea, 18 anni di servizio, due concorsi pubblici superati, oltre 15 anni di guida di strutture organizzative con gestione di budget e risorse umane.

Tutto bene se fosse servito ad acquisire visibilità e meriti nei successivi percorsi di carriera. Niente di tutto ciò, anzi a volte la frequenza della scuola è stata vista addirittura come un ostacolo, quasi una perdita di tempo. La scuola stessa non ha ritenuto utile nè necessario valorizzare i suoi allievi e instaurare con loro un legame nel tempo fatto di aggiornamenti e sinergie.

Nei percorsi di carriera i dirigenti usciti dalla SSPA, a differenza di altre pubbliche amministrazioni estere, sono stati valutati senza alcun punto aggiuntivo e spesso hanno visto assegnare posizioni organizzative di rilievo a “illustri” sconosciuti i cui titoli erano costituiti da “appartenenze” di vario tipo.

Tutto ciò potrebbe andare bene ed essere naturale se uno dei dibattiti che oggi vanno per la maggiore non sia costituito dalla ricerca di “meritocrazia” nella società italiana ed in particolare nel mondo della pubblica amministrazione.

La tesi discussa a Caserta nel 1992 tratta questi argomenti che, purtroppo, ad oggi sono in gran parte rimasti irrisolti.