Siamo davvero capaci di giudicare ciò che l’intelligenza artificiale ci restituisce?

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L’Intelligenza Artificiale ci permette di produrre in pochi secondi testi, analisi e risposte sempre più convincenti. Ma c’è una domanda che forse ci poniamo troppo poco: siamo davvero in grado di giudicare ciò che l’AI ci restituisce? Perché quando utilizziamo, condividiamo o firmiamo un contenuto prodotto con l’AI, la responsabilità non è più della macchina: diventa nostra. L’AI può aiutarci a pensare. Non può sostituire il nostro giudizio. Possiamo delegare molte cose all’AI. Non la nostra responsabilità.

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L’intelligenza artificiale non è il problema. Lo è il modo in cui la usiamo.

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Da studente passavo ore tra enciclopedie, libri e biblioteche per raccogliere informazioni e costruire relazioni, temi e tesi. Oggi facciamo qualcosa di simile con l’AI, ma in pochi minuti. Il problema non è usare questi strumenti. Il rischio nasce quando smettiamo di verificare, approfondire e pensare con la nostra testa. In questo articolo rifletto sul rapporto tra AI, conoscenza e pensiero critico, e sul pericolo di un possibile “sonno dell’intelligenza” nella società contemporanea

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In considerazione di quanto scritto nella nostra Costituzione: educare alla cittadinanza non è un optional

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Un patto costituzionale tradito?

“In considerazione di quanto scritto nell’Art. 2 della nostra Costituzione, che impone ai cittadini doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale…”: così inizia un impegno solenne, un patto che lega ogni italiano non solo al proprio benessere, ma a quello della collettività.

Eppure, basta guardarsi intorno per porsi una domanda scomoda: siamo stati educati e stiamo davvero educando le nuove generazioni a incarnare questi valori? O ci limitiamo a belle parole, a rituali vuoti, mentre la cittadinanza attiva resta un’utopia lontana? La Costituzione non è un libro di storia, ma una guida viva per costruire una società giusta.

Se falliamo nell’educare a questi principi, tradiamo non solo la Carta, ma il nostro futuro.

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La formazione alla sicurezza sul lavoro pone l’accento sulla conformità e sulla valutazione piuttosto che sull’efficacia dell’apprendimento?

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La legge 215/2021 di conversione del Decreto-legge 146/2021 ha apportato notevoli modifiche al D.Lgs 81/2008. Una delle innovazioni più importanti per il mondo della formazione alla sicurezza sul lavoro è quella che prevedeva entro il 30 giugno 2022 l’accorpamento e modifica dei molteplici e vigenti accordi Stato-Regioni in materia di formazione dei lavoratori.

Ad oggi, 12 settembre 2023, il progetto di accorpamento però non è ancora avvenuto. E’ trascorso oltre un anno dalla scadenza prevista del 30 giugno 2022 e quindi, in assenza di un nuovo accordo Stato-Regioni (ASR), resta in vigore in materia di sicurezza sul lavoro quanto previsto dalla normativa vigente da molti ritenuta lacunosa ed insufficiente.

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Protezione e Sicurezza della Salute dei Lavoratori: Verso una formazione attiva consapevole

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Pubblicato su Rivista degli Infortuni e delle Malattie Professionali  – Fascicolo 3-2008

FOCUS: Passare da una cultura passiva e meccanicistica della prevenzione, fatta  di regole, divieti, prescrizioni e sanzioni, ad una visione attiva comportamentale della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro che sia basata sulle sensazioni e la cultura del corpo e che aiuti i lavoratori a per­ capire la stessa organizzazione e il gruppo di lavoro come guscio di protezione di se stesso.

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Il Progetto ELearning INAIL – Un’esperienza per confrontarsi

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di Francesco Naviglio – Direttore Vicario Servizi Informativi e Telecomunicazioni INAIL
e Gianna Ruzzon – Responsabile Formazione Informatica INAIL

Nell’ambito delle iniziative eLearning promosse nella P.A. si colloca il progetto realizzato in INAIL nel 2005 e che viene qui presentato. L’analisi dei risultati conseguiti può essere un utile confronto con altre esperienze simili effettuate nel settore della formazione per i dipendenti pubblici e anche un’ulteriore spinta a riflettere sulle criticità ed equivoci ancora presenti  nella diffusione di questa nuova modalità formativa.

Il progetto ha vinto il Premio Basile 2005 promosso da AIF – La formazione nella P.A. –  per la sezione Progetti  Formativi

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Descolarizzare la società

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di Francesco Naviglio

Pubblicato sul n. 28 della Rivista di Sociologia – 1974

Hartmut von Hentig, scrivendo la prefazione del libro di Ivan Illich, Descolarizzare la società, dice testualmente:

“Nel movimento per la riforma dell’istruzione, che ha finito col trascinare anche i vecchi oppositori, questo libro avrà l’effetto di una bomba. Esso stabilirà tra conservatori e riformatori un’alleanza che né gli uni né gli altri si sarebbero mai sognata. Vi scopriranno gli obiettivi che entrambi intendono raggiungere, sia pure usando mezzi diversi: la scuola come autogoverno della società sotto il pubblico controllo. Infatti, è la scuola che garantisce la continuità delle istituzioni, degli ordinamenti e delle idee di cui tutti noi viviamo. Essa rende la vita prevedibile almeno in parte, libera gli individui da un peso che da un pezzo non intendono più portare: la responsabilità di ciò che sono”.

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L’evoluzione del ruolo dell’HSE Manager nella gestione aziendale moderna

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Articolo pubblicato su Rivista Qualità, n° 3 – 2024

Negli ultimi decenni, il ruolo dell’HSE (Health, Safety, and Environment) Manager è evoluto da un ruolo che si concentrava sulla risposta agli incidenti e sulla conformità normativa. Con l’aumento della complessità normativa e la maggiore consapevolezza dei rischi e delle pratiche non sostenibili, il ruolo si è trasformato.

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L’Intelligenza Artificiale nella Formazione sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro: Nuovi Orizzonti

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Premessa

Ho accettato con piacere la proposta di scrivere questo articolo dedicato all’integrazione dell’Intelligenza Artificiale (IA) nella formazione alla sicurezza sul lavoro, poiché credo si tratti di un’evoluzione innovativa nel campo della prevenzione degli incidenti e della protezione dei lavoratori. In un mondo in cui la tecnologia continua a ridefinire il modo in cui lavoriamo, è essenziale esplorare come l’IA possa arricchire e migliorare anche  il processo di formazione per garantire un ambiente lavorativo più sicuro e protetto.

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