Di Francesco Naviglio[1]
Archivi categoria: Sicurezza sul Lavoro
Sicurezza sul lavoro: il governo torna a legiferare, ma si apre (finalmente) al digitale e a un modello unico nazionale
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A cinque mesi dall’Accordo Stato-Regioni di aprile, il nuovo decreto approvato dal Governo introduce strumenti digitali per la gestione della sicurezza sul lavoro: badge elettronico, fascicolo formativo online e patente a crediti. Una svolta moderna che contrasta con l’approccio cartaceo delle Regioni e apre la strada – forse – a un sistema finalmente unico e nazionale. I prossimi 90 giorni saranno decisivi: il nuovo Accordo Stato-Regioni dovrà uniformare criteri e requisiti. È l’occasione per uscire dal caos normativo e garantire diritti uguali a tutti i lavoratori italiani.
Sicurezza sul lavoro: serve una normativa nazionale unica. Basta con venti sistemi diversi
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In Italia, la sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Eppure, a distanza di anni dall’entrata in vigore del Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008), viviamo ancora in una giungla di norme regionali che disorientano imprese, lavoratori, formatori e responsabili della prevenzione. Il recente recepimento dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha riacceso i riflettori su un problema mai risolto: la frammentazione normativa tra le diverse Regioni italiane. È giunto il momento di dire basta.
Un’altra regione recepisce l’Accordo Stato-regioni sulla sicurezza sul lavoro. E’ il trionfo della burocrazia.
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Dopo la Lombardia anche l’Emilia-Romagna ha provveduto a recepire l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 doveva rappresentare una sintesi operativa chiara sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Invece, il suo recepimento da parte delle Regioni si sta trasformando in una corsa all’eccesso amministrativo. Lombardia produce 200 pagine di allegati, l’Emilia-Romagna risponde con 12 modelli di attestato. Il risultato? Un labirinto normativo che confonde più che chiarire, ostacolando chi nella formazione lavora ogni giorno.
Lombardia, 200 Pagine di Burocrazia per Recepire un Accordo: Quando la Chiarezza Scompare
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La recente decisione della Regione Lombardia di recepire l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 attraverso una delibera e due allegati di ben 200 pagine solleva seri interrogativi sull’efficienza e la trasparenza della macchina amministrativa. Un accordo, per sua natura, dovrebbe essere un punto di arrivo, una sintesi chiara e funzionale di intese condivise. Il suo recepimento, invece, si è trasformato in un labirinto burocratico che rischia di vanificare la portata stessa dell’intesa originaria.
Ubuntu: un’etica ed una filosofia per una società più solidale.
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All’inizio del 2000, per merito di Sergio Marchionne, fui attratto dalla diffusione del termine zulu “Ubuntu” che sottintendeva una filosofia presente nell’Africa sub-sahariana. Il termine si diffuse per merito di Sergio Marchionne.
Sergio Marchionne, scomparso nel 2018, ha lasciato un’impronta profonda non solo nell’industria automobilistica, ma anche nel modo di interpretare la leadership. Presentò il termine “Ubuntu” Durante una cerimonia al Politecnico di Torino, nel 2008. Il termine, allora poco conosciuto in Occidente, deriva dalla lingua zulu e indica, semplificando, che “Una persona è una persona grazie agli altri”.
Ripensare la Formazione sulla Sicurezza: Modelli Innovativi di Apprendimento
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Pubblicato su Punto Sicuro il 07 maggio 2025 – Numero 5843
La formazione sulla sicurezza sul lavoro da sempre rischia di essere vissuta come un obbligo formale, più che come un’occasione reale di crescita e prevenzione. Questo articolo propone un cambio di rotta. Partendo da una critica ai limiti del modello tradizionale, intendo offrire una visione innovativa e concreta: trasformare la formazione in un’esperienza coinvolgente, partecipata e centrata sul lavoratore. Non un semplice aggiornamento, ma una riprogettazione che punta su tecnologie, emozioni, collaborazione e personalizzazione per costruire, insieme, una cultura della sicurezza più viva ed efficace.

Formazione sulla sicurezza: l’accordo Stato-Regioni del 17 aprile è un passo indietro.
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L’articolo analizza criticamente l’accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 sulla formazione in materia di sicurezza sul lavoro. Si sottolinea l’orientamento conservatore dell’accordo, che ribadisce la centralità della didattica tradizionale in aula e in presenza, ignorando le evoluzioni della formazione contemporanea. Si contrappone a questo modello quello della descolarizzazione dell’apprendimento, che valorizza metodologie più flessibili, digitali e contestualizzate concludendo che, per essere davvero efficace, la formazione sulla sicurezza deve abbandonare la logica burocratica e puntare su strumenti che parlino ai lavoratori e alla realtà concreta del lavoro.
Descolarizzare la formazione alla sicurezza sul lavoro: verso un apprendimento più efficace e coinvolgente.
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Pubblicato su Punto Sicuro del 16 aprile 2025 – Numero 5832

La formazione sulla sicurezza sul lavoro può essere innovata ispirandosi al concetto di descolarizzazione introdotto negli anni ’70 da Ivan Illich. Si vuole qui metter in discussione il modello formativo tradizionale basato su lezioni frontali, spesso inefficaci e percepite come mero obbligo burocratico per propone un nuovo paradigma che ponga il lavoratore al centro e protagonista del suo apprendimento. Questa modalità formativa si basa su simulazioni, esperienze, storytelling, uso di tecnologie avanzate e creazione di comunità di apprendimento.
Credenze fondamentali sul lavoro e sicurezza dei lavoratori: un connubio fondamentale
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Pubblicato su Rivista Qualità, n. 1 del 2025
Esplorare il legame tra credenze, dinamiche organizzative e strategie di gestione per costruire ambienti di lavoro più sicuri ed efficienti
La sicurezza sul lavoro rappresenta un pilastro essenziale per il benessere dei lavoratori e il successo delle organizzazioni. Questo articolo analizza il legame tra alcune credenze fondamentali sul lavoro e la necessità di garantire un ambiente sicuro, concentrandosi su sei aspetti chiave: la complessità del lavoro, l’inevitabilità degli errori, l’inutilità della sanzione, l’influenza del contesto, l’influenza dell’apprendimento continuo e il ruolo cruciale della leadership. Attraverso un’analisi critica si sottolinea l’importanza di spostare l’attenzione dalla semplice applicazione normativa verso un approccio olistico che considera le dinamiche umane e organizzative. Investire in una cultura della sicurezza, valorizzando trasparenza, collaborazione e innovazione, non solo riduce gli incidenti, ma migliora la produttività e la soddisfazione dei lavoratori, consolidando il successo organizzativo. L’articolo si conclude sottolineando che la sicurezza deve essere integrata nel tessuto organizzativo attraverso un impegno comune.
