
L’articolo analizza criticamente l’accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 sulla formazione in materia di sicurezza sul lavoro. Si sottolinea l’orientamento conservatore dell’accordo, che ribadisce la centralità della didattica tradizionale in aula e in presenza, ignorando le evoluzioni della formazione contemporanea. Si contrappone a questo modello quello della descolarizzazione dell’apprendimento, che valorizza metodologie più flessibili, digitali e contestualizzate concludendo che, per essere davvero efficace, la formazione sulla sicurezza deve abbandonare la logica burocratica e puntare su strumenti che parlino ai lavoratori e alla realtà concreta del lavoro.
