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Siamo davvero capaci di giudicare ciò che l’intelligenza artificiale ci restituisce?
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L’Intelligenza Artificiale ci permette di produrre in pochi secondi testi, analisi e risposte sempre più convincenti. Ma c’è una domanda che forse ci poniamo troppo poco: siamo davvero in grado di giudicare ciò che l’AI ci restituisce? Perché quando utilizziamo, condividiamo o firmiamo un contenuto prodotto con l’AI, la responsabilità non è più della macchina: diventa nostra. L’AI può aiutarci a pensare. Non può sostituire il nostro giudizio. Possiamo delegare molte cose all’AI. Non la nostra responsabilità.
L’intelligenza artificiale non è il problema. Lo è il modo in cui la usiamo.
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Da studente passavo ore tra enciclopedie, libri e biblioteche per raccogliere informazioni e costruire relazioni, temi e tesi. Oggi facciamo qualcosa di simile con l’AI, ma in pochi minuti. Il problema non è usare questi strumenti. Il rischio nasce quando smettiamo di verificare, approfondire e pensare con la nostra testa. In questo articolo rifletto sul rapporto tra AI, conoscenza e pensiero critico, e sul pericolo di un possibile “sonno dell’intelligenza” nella società contemporanea
Sicurezza sul lavoro: serve una normativa nazionale unica. Basta con venti sistemi diversi
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In Italia, la sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Eppure, a distanza di anni dall’entrata in vigore del Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008), viviamo ancora in una giungla di norme regionali che disorientano imprese, lavoratori, formatori e responsabili della prevenzione. Il recente recepimento dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha riacceso i riflettori su un problema mai risolto: la frammentazione normativa tra le diverse Regioni italiane. È giunto il momento di dire basta.
Un’altra regione recepisce l’Accordo Stato-regioni sulla sicurezza sul lavoro. E’ il trionfo della burocrazia.
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Dopo la Lombardia anche l’Emilia-Romagna ha provveduto a recepire l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 doveva rappresentare una sintesi operativa chiara sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Invece, il suo recepimento da parte delle Regioni si sta trasformando in una corsa all’eccesso amministrativo. Lombardia produce 200 pagine di allegati, l’Emilia-Romagna risponde con 12 modelli di attestato. Il risultato? Un labirinto normativo che confonde più che chiarire, ostacolando chi nella formazione lavora ogni giorno.
Ubuntu: un’etica ed una filosofia per una società più solidale.
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All’inizio del 2000, per merito di Sergio Marchionne, fui attratto dalla diffusione del termine zulu “Ubuntu” che sottintendeva una filosofia presente nell’Africa sub-sahariana. Il termine si diffuse per merito di Sergio Marchionne.
Sergio Marchionne, scomparso nel 2018, ha lasciato un’impronta profonda non solo nell’industria automobilistica, ma anche nel modo di interpretare la leadership. Presentò il termine “Ubuntu” Durante una cerimonia al Politecnico di Torino, nel 2008. Il termine, allora poco conosciuto in Occidente, deriva dalla lingua zulu e indica, semplificando, che “Una persona è una persona grazie agli altri”.
Credenze fondamentali sul lavoro e sicurezza dei lavoratori: un connubio fondamentale
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Pubblicato su Rivista Qualità, n. 1 del 2025
Esplorare il legame tra credenze, dinamiche organizzative e strategie di gestione per costruire ambienti di lavoro più sicuri ed efficienti
La sicurezza sul lavoro rappresenta un pilastro essenziale per il benessere dei lavoratori e il successo delle organizzazioni. Questo articolo analizza il legame tra alcune credenze fondamentali sul lavoro e la necessità di garantire un ambiente sicuro, concentrandosi su sei aspetti chiave: la complessità del lavoro, l’inevitabilità degli errori, l’inutilità della sanzione, l’influenza del contesto, l’influenza dell’apprendimento continuo e il ruolo cruciale della leadership. Attraverso un’analisi critica si sottolinea l’importanza di spostare l’attenzione dalla semplice applicazione normativa verso un approccio olistico che considera le dinamiche umane e organizzative. Investire in una cultura della sicurezza, valorizzando trasparenza, collaborazione e innovazione, non solo riduce gli incidenti, ma migliora la produttività e la soddisfazione dei lavoratori, consolidando il successo organizzativo. L’articolo si conclude sottolineando che la sicurezza deve essere integrata nel tessuto organizzativo attraverso un impegno comune.
Capitalizzare la neurodiversità sul posto di lavoro: perché l’inclusione delle persone neurodiverse può migliorare l’innovazione e la produttività
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Negli ultimi anni, la neurodiversità sul lavoro è diventata un argomento di grande interesse. Con il termine “neurodiversità” ci riferiamo alla varietà naturale dei funzionamenti neurologici presenti nella popolazione umana. In altre parole, la neurodiversità è la diversità dei modi in cui il cervello umano funziona. Ciò include persone che hanno una vasta gamma di caratteristiche neurologiche, tra cui autismo, ADHD, dislessia, sindrome di Tourette, disturbi del movimento e altri tipi di differenze neurologiche.
Articolo apparso sui Quaderni della Sicurezza n. 3 del 2023 – https://www.aifoservice.it/sfogliabili/quaderni-della-sicurezza/2023/Q3/Demo/
L’evoluzione del ruolo dell’HSE Manager nella gestione aziendale moderna
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Articolo pubblicato su Rivista Qualità, n° 3 – 2024
Negli ultimi decenni, il ruolo dell’HSE (Health, Safety, and Environment) Manager è evoluto da un ruolo che si concentrava sulla risposta agli incidenti e sulla conformità normativa. Con l’aumento della complessità normativa e la maggiore consapevolezza dei rischi e delle pratiche non sostenibili, il ruolo si è trasformato.
2014 – Riflessioni in merito alla Riforma della Pubblica Amministrazione
Di nuovo, con periodicità costante, si riparla e si ridiscute di come riformare la Pubblica Amministrazione e di come risparmiare in termini di costi per il cittadino.
Non voglio entrare in questo momento in questa discussione che in modo ciclico attanaglia e appassiona il popolo italiano che, purtroppo, si lascia abbindolare da falsi profeti che porgono sul piatto del risanamento il licenziamento dei pubblici dipendenti e un ridimensionamento dell’apparato statale come strumento di risanamento e di ritorno alla “prosperità di una volta”. Continua a leggere

