
A oltre cinquant’anni dalle riflessioni di Ivan Illich sulla “descolarizzazione della società”, l’avvento dell’Intelligenza Artificiale riapre una domanda fondamentale: chi controlla oggi l’accesso alla conoscenza? L’articolo propone una riflessione sul passaggio dall’istituzione educativa tradizionale alla Learning City, una comunità diffusa in cui l’apprendimento nasce dalle relazioni, dalla partecipazione e dalla condivisione dei saperi. L’AI può diventare il nuovo strumento di emancipazione culturale, capace di connettere persone, competenze e opportunità, oppure trasformarsi nell’ennesima forma di centralizzazione del sapere. La sfida è utilizzare la tecnologia per costruire cittadinanza attiva, pensiero critico e nuove “trame di apprendimento” che rendano ogni individuo protagonista del proprio percorso di crescita
Nel 1974, sulle pagine del numero 28 della Rivista di Sociologia, pubblicai un articolo sulla “Descolarizzazione della società”[1] nel quale approfondivo e mi confrontavo sulle argomentazioni di Ivan Illich in merito alle istituzioni scolastiche e al loro impatto sulla società.
La sua tesi era provocatoria ma lucida: la scuola, lungi dall’essere un luogo di vera emancipazione, funzionava come un “apparato ideologico” che monopolizzava il sapere e alienava le persone, abituandole a consumare l’istruzione come si consuma un prodotto confezionato.
Ricordiamoci che erano gli anni della rivolta giovanile diretta non solo alla rottura con l’autoritarismo patriarcale delle istituzioni tradizionali, ma alla ricerca di una forma di cittadinanza attiva che rifiutava di delegare ad altri le decisioni sul proprio futuro. In quel clima di fermento, la critica di Illich non era un semplice esercizio accademico, bensì un invito radicale a riappropriarsi del proprio tempo e delle proprie relazioni.
Ci chiedevamo, se fosse possibile abbattere il monopolio della cultura ufficiale per restituire all’individuo la dignità di soggetto apprendente, libero di tessere il proprio percorso formativo al di fuori dei perimetri rigidi e castranti dell’aula scolastica.
Anni dopo, ho ripreso quel filo in un secondo articolo “Descolarizzare la formazione alla sicurezza sul lavoro: verso un apprendimento più efficace e coinvolgente”[2] dove ho immaginato di applicare la stessa logica al mondo del lavoro nella formazione alla sicurezza sul lavoro. L’idea era superare la formazione d’aula tradizionale per costruire qualcosa di più vicino alle trame di apprendimento di cui parlava Illich: percorsi in cui i lavoratori sviluppino conoscenze e competenze in modo attivo, autonomo, vivo.
Oggi, a distanza di decenni, quel dibattito è tornato con una forza inaspettata. I temi sono cambiati, si parla di Learning City e di Intelligenza Artificiale, ma la domanda di fondo è la stessa e viene presa come punto di discussione e riflessione durante il Convegno Nazionale di AIF[3], la mattina di sabato 14 novembre, nella sessione del Laboratorio “Dalla Learning Organization alla Learning City” presso Urban Center di Roma Città Metropolitana in Viale Manzoni 34, Roma
Il superamento della scuola come monopolio
La tesi di fondo che sostengo nei due articoli — ovvero che la crisi della scuola e della didattica in aula sia essenzialmente politica e che richieda una riforma sociale profonda capace di rimettere in discussione la distribuzione del potere — trova nel concetto di Learning City un terreno di coltura inatteso. Se la scuola tradizionale rischia di cristallizzare le disuguaglianze, la città che apprende dovrebbe essere, per definizione, orizzontale e diffusa.
Il convegno AIF 2026, interrogandosi su come l’AI stia ridisegnando le finalità dell’apprendere, ci offre l’occasione per chiederci: l’intelligenza artificiale sarà la nuova “tua” prigione istituzionale o diventerà finalmente lo strumento per realizzare le “trame di apprendimento” auspicate da Illich?
L’AI come infrastruttura di emancipazione
Illich sognava “centrali delle capacità” che mettessero in contatto chi vuole imparare con chi detiene un sapere, superando la mediazione rigida della scuola. Oggi, algoritmi e AI generativa possono, potenzialmente, mappare in tempo reale le competenze diffuse in un contesto urbano, rendendo visibili risorse, officine delle conoscenze e dei saperi che restano solitamente fuori dai percorsi formativi canonici.
La Learning City non è un luogo fisico delimitato, ma un ecosistema di relazioni. Proporre un’attività laboratoriale che utilizzi l’AI in questa direzione significa trasformare l’apprendimento da un processo “di consumo” a un atto di “co-costruzione”. Significa usare la tecnologia per far dialogare l’ingegnere, l’artista, l’operaio specializzato e il cittadino, in una rete che non ha bisogno di pareti scolastiche per esistere.
Verso una cittadinanza attiva
La sfida che lancio — e che mi farebbe piacere se venisse discusso nel laboratorio del convegno AIF — è quella di non cadere nel tranello di una “scolarizzazione digitale”. Se l’AI viene utilizzata solo per ottimizzare la performance scolastica, non avremo fatto altro che aggiornare il software di un sistema che già Illich considerava alienante.
Al contrario, se la usiamo per facilitare l’incontro, per abbattere le barriere tra “dentro” e “fuori” le aule, per permettere a ciascuno di essere “artefice del proprio destino”, allora stiamo davvero costruendo una città che educa. Uno spunto di discussione ed approfondimento in un convegno futuro potrebbe essere “L’AI come Architetto di Comunità”, tema che si inserisce esattamente in questo solco: una palestra di pensiero critico dove il sapere non si acquista, ma si genera collettivamente, riappropriandoci di quello spazio di libertà che la scuola, spesso, ha finito per soffocare.
#LearningCity #IntelligenzaArtificiale #AI #Apprendimento #LifelongLearning #Formazione #LearningCity #IntelligenzaArtificiale #FutureOfLearning #LearningOrganization
[1] https://www.naviglio.org/descolarizzare-la-societa/
[2] https://www.naviglio.org/descolarizzare-la-formazione-alla-sicurezza-sul-lavoro-verso-un-apprendimento-piu-efficace-e-coinvolgente/
[3] https://associazioneitalianaformatori.it/event/xxxviii-convegno-nazionale/