Vision Zero e la Norma ISO 45001: il cambiamento degli interlocutori. Oggi la sicurezza si spiega ai manager.

In primo piano

di Francesco Naviglio[1]

Nel corso del congresso Mondiale della Sicurezza sul Lavoro, svoltosi a Singapore nel settembre del 2017, ISSA ha lanciato il programma Vision Zero, proponendolo come slogan del Congresso e rafforzando cosi le ragioni e la realizzabilità dell’obiettivo di un possibile mondo del lavoro senza incidenti e malattie professionali. Continua a leggere

A proposito di sicurezza sul lavoro, semplificazione ed e-learning

Si parla sempre più di semplificazione dell’attività legislativa ed amministrativa per aiutare il cittadino e l’imprenditore ad affrontare con fiducia il difficile momento economico che sta attraversando l’Italia. Tale orientamento, invece, sembra non essere preso in considerazione nel campo della prevenzione e sicurezza sul lavoro. Continua a leggere

Pensioni d’oro e aspettativa di vita

Avviamo una riflessione sui temi delle pensioni d’oro e su come influisce l’aspettativa di vita sulla definizione delle età pensionabili. Potrebbe essere un utile esercizio per rasserenare i nostri dibattiti ed evitare una guerra tra generazioni. Continua a leggere

Le nuove tecnologie Web BASED a supporto della formazione nel campo della salute e sicurezza dei lavoratori

Di Francesco Naviglio[1]

1.      Premessa

L’accordo Stato-Regioni in tema di salute e sicurezza dei lavoratori del 21 dicembre 2011 ha ampliato, a volte anche in misura sostanziale, il numero di ore dei corsi di formazione che devono essere frequentati dai lavoratori. Il numero di ore si differenzia per il ruolo svolto in azienda e in base al tipo di rischio cui i lavoratori stessi sono esposti. Continua a leggere

Le Tecnologie Infomatiche a supporto della diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro

 di Francesco Naviglio[1]

  1. 1.      Premessa

L’accordo Stato Regione del 21 dicembre 2011 ha ampliato, anche in numero sostanziale, il numero dei soggetti da sottoporre a processi di formazione obbligatoria e il monte ore dei corsi di formazione che devono essere frequentati dagli stessi. Il numero di ore previste si differenzia secondo il tipo di rischio a cui i lavoratori sono esposti.

Tale previsione comporta la necessità, per tutte le aziende italiane, di prevedere un programma formativo adeguato a corrispondere alle prescrizioni dettate dalla legge ma, per alcune, crea delle criticità organizzative derivanti dal numero dei dipendenti da sottoporre a formazione e dalla loro dislocazione sul territorio nazionale che, a volte, si estende anche all’estero. Continua a leggere

Dal 1968 al 2014: Una curva a gomito!

La fine del 2010 ha proposto le dichiarazioni di alcuni politici italiani che si sono dichiarati felici di aver chiuso un’epoca iniziata con il ’68!

Il risultato è che oggi stiamo cambiando la costituzione con un metodo “apparentemente” condiviso dalla maggioranza degli italiani ma in realtà tramite una opera di “narcotizzazione” dell’opinione pubblica.

Per chi come me ha vissuto e condiviso quell’esperienza, senza aver mai approvato gli aspetti più negativi e violenti, e che ritiene che il ’68 sia stato un momento storico fondamentale che ha prodotto progresso intellettuale, politico e culturale sentire tali dichiarazioni, peraltro indirizzate ai giovani, crea un malumore profondo e incomprimibile.

Peraltro la proposopea e l’ignoranza di tali persone fa loro dimenticare o, forse, semplicemente “IGNORARE”, nel senso voluto da Totò, che il ’68 non è stato un fatto solo italiano ma mondiale che prodotto modifiche sostanziali a sistemi politici occidentali come gli Stati Uniti, Francia e Germania.

Riusciamo a non inorridire quando sentiamo sostenere che il Ventennio è un pezzo della nostra storia e vogliamo ignorare il ’68? Accettiamo che il Capo del Governo tratti con un personaggio quantomeno “discutibile” il nostro futuro e rimaniamo tranquilli

Probabilmente ci meritiamo tutto quello che ci sta succedendo. Comunque vi invito a vedere il video di “Fragole e sangue” che fu un cult della generazione del ’68.

Molte cose successe in questi anni mi hanno ricordato quello che successe all’Università di Berkeley. In particolare la scena finale dove la dissidenza, comunque pacifica, venne annullata!

Dal 68 abbiamo fatto molta strada ma in questo momento mi sembra che abbiamo imboccato una curva a gomito!

Fragole e Sangue

Presentazione del Rapporto Aifos 2010

Il video della presentazione del Rapporto Aifos 2010 avvenuta il 1° dicembre 2010 a Roma presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini.

Il Video della presentazione del Rapporto Aifos 2010

La ricerca di Aifos sulla sicurezza del lavoro

Il 1° dicembre 2009 è stato presentato alla Sala delle Colonne di Palazzo Marini a Roma il “Primo rapporto AIFOS sullo stato della formazione sulla sicurezza in Italia” di cui sono coautore.

Con questo lavoro abbiamo voluto dare la parola ai lavoratori sentendo direttamente da loro cosa pensano della formazione sulla sicurezza e se sono soddisfatti di come viene gestita la sicurezza in azienda.

1.000 questionari con oltre 80 domande è un campione ampiamente rappresentativo e i risultati non potranno non essere al centro del dibattito sulla sicurezza del lavoro in Italia.

 Vai all’anteprima

Sulla sicurezza negli ambienti di vita e lavoro Sulla sicurezza negli ambienti di vita e lavoro

 

I miei video preferiti

Le “HAKA” Maori

Nel suo libro “Maori Games and Haka”, lo studioso Alan Armstrong descrive la Haka così:

“La Haka è una composizione suonata con molti strumenti. Mani, piedi, gambe, corpo, voce, lingua, occhi… tutti giocano la loro parte nel portare insieme a compimento la sfida, il benvenuto, l’esultanza, o il disprezzo contenute nelle parole. È disciplinata, eppure emozionale. Più di ogni altro aspetto della cultura Maori, questa complessa danza è l’espressione della passione, del vigore e dell’identità della razza. È, al suo meglio, un messaggio dell’anima espresso attraverso le parole e gli atteggiamenti.”

È dunque una danza che esprime il sentimento interiore di chi la esegue, e può avere molteplici significati. Non si tratta, infatti, solo di una danza di guerra o intimidatoria, come è spesso erroneamente considerata, ma può voler anche essere una manifestazione di gioia, di dolore, una via di espressione libera che lascia a chi la esegue momenti di libertà nei movimenti.

È comunque un rituale che cerca di impressionare, come si può ben vedere dall’esibizione degli All Blacks: si roteano e si spalancano gli occhi, si digrignano i denti, si mostra la lingua, ci si batte violentemente il petto e gli avambracci, si dà quindi un saggio di potenza e coraggio, che si ricollega allo spirito guerriero dei Maori.

Può forse servirci per ridarci una “dosata” aggressività nella società?